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Mantenere l'organismo pulito è sicuramente il primo passo per garantirsi un buon livello di salute. Anche quando seguiamo un'alimentazione sana, il nostro organismo tende ad accumulare un certo quantitativo di tossine. Il cibo, l'aria, l'acqua, e tutte le sostanze che entrano in contatto con il nostro corpo, al termine dei processi metabolici, lasciano comunque degli scarti che se accumulati nei tessuti possono col tempo appesantirli e ostacolarne le funzioni..

digiunoMantenere gli organi "emuntori" in efficienza (quelli cioè che eliminano queste sostanze, fegato, reni, intestino, pelle e polmoni) è quindi fondamentale per avere l'organismo libero e bello 8^)

Oltre ai rimedi che la natura ci offre per purificare e sostenere questi organi (piante, oligoelementi, ecc.) lo yoga suggerisce vari metodi molto efficaci, uno di questi è il digiuno.

Upavasa , il digiuno secondo la disciplina dello yoga, oltre ad essere un metodo di purificazione fisica è anche uno strumento per rendere la mente più pura. Durante la pratica del digiuno infatti abbiamo più tempo a disposizione da dedicare a noi stessi ed eventualmente alle pratiche dello yoga, della meditazione e all'introspezione.

In particolare upavasa viene praticato in armonia con i cicli della natura, ovvero in questo caso seguendo le fasi lunari. In certi giorni del ciclo lunare infatti il digiuno produce effetti migliori in quanto i liquidi del corpo sono influenzati dalla luna. Digiunando in questi giorni si ottiene una purificazione più profonda dell'organismo e si contrastano alcuni effetti che la luna ha sul sistema endocrino. Infatti l'attrazione lunare sui liquidi del corpo influisce sull'organismo e gli antichi yogi avevano colto questa sottile connessione sviluppando l'abitudine a digiunare in questi giorni.

Ekadasi è il periodo che cade tre giorni prima della luna piena e tre giorni prima della luna nuova. Questo è il momento più adatto a fare il digiuno.

Se ci abituiamo a praticare upavasa regolarmente in questi giorni avremo una cadenza di un digiuno ogni quindici giorni, due volte al mese. Per chi volesse dedicarsi con più energia a questa pratica, anche amavasya (luna nuova) e purnima (luna piena) sono giorni in cui il digiuno produce migliori risultati. Digiunando anche in questi giorni di luna nuova e luna piena ci troveremo ad avere quattro digiuni in un mese, essendo ekadasi a tre giorni di distanza da purnima o da amavasya il periodo tra i due digiuni potrà essere utilizzato per seguire una dieta più leggera e favorire le pratiche dello yoga.

Molte persone quando si avvicinano all'idea di praticare i digiuni, temono di andare incontro a svenimenti, cali di pressione drammatici, o altre sciagure imprevedibili ma un digiuno di un giorno non comporta questi problemi. Semmai procura una pausa di riposo all'organismo. Durante le 36 ore di un digiuno yogico tipico, il corpo può dedicarsi a raccogliere le tossine accumulate nei tessuti dei vari organi per poterle successivamente eliminare attraverso gli organi emuntori (reni, intestino, ecc.)

Il senso di disagio che alcune persone sperimentano durante i primi digiuni, è causato proprio da questo lavoro di pulizia, il sangue infatti, per alcune ore funge da veicolo per l'eliminazione delle tossine, e ci si sente affaticati e appesantiti. Dopo i primi digiuni questa sensazione scompare per lasciare posto ad un senso di leggerezza e vitalità. In effetti siamo abituati a mangiare molto di più rispetto al vero fabbisogno dell'organismo: colazione, merendina, pranzo, merendina, cena, ecc

Nello yoga esiste una massima: "la mattina mangia come un re, a pranzo come un signore, a cena come un accattone". Mangiare nelle ore in cui il sole è già tramontato infatti appesantisce notevolemtne l'organismo. L'Ayurveda , scienza della vita e medicina tradizionale dello yoga, ci insegna che durante le ore solari, l'organismo è impegnato ad assimilare i nutrimenti del cibo, della luce dell'aria e dell'acqua, e che durante le ore notturne l'organismo lavora per l'eliminazione degli scarti prodotti dal metabolismo. È quindi importante rispettare questi cicli e mangiare solo durante le ore in cui il sole si manifesta.

La pratica di upavasa è sicuramente adatta a tutti mentre per i digiuni più lunghi ed impegnativi è sempre meglio consultarsi con un esperto. In ogni caso prima di un digiuno bisogna verificare di non avere problemi di pressione o problemi ai reni.

Come praticare il digiuno

Il digiuno yogico inizia la sera dopo aver cenato, si protrae per l'intero giorno successivo e si interrompe con la colazione della mattina (che segue il giorno di digiuno), si tratta quindi di un digiuno di circa 36 ore.

Ad esempio, decido di digiunare domenica poiché è il giorno di ekadasi , sabato dopo cena inizierò il digiuno che interromperò lunedì con la colazione.

Ci sono vari livelli: posso fare un digiuno di sola frutta mangiando ogni tanto un frutto quando la fame sia insopportabile (con l'abitudine la fame non si sente nemmeno)

Posso fare un digiuno con soli succhi di frutta o verdura.

Alcuni si limitano a evitare solo legumi e cereali..(diamo per scontato un regime vegetariano)

Tuttavia il vero digiuno è quando non mangiamo assolutamente niente.

Quando si sia acquisita esperienza e si è abituati a digiunare, astenersi anche dai liquidi darà un risultato più profondo. È questa la vera pratica di upavasa secondo il tantra (la cultura dello yoga). Niente cibo né acqua per tutto il periodo del digiuno.

Ma ripetiamo: solo quando si sia già acquisito un certo livello di purificazione dell'organismo, quindi dopo ad esempio 6 mesi (12 digiuni). In questo modo bevendo acqua naturale aiuteremo i reni ad eliminare le prime tossine che l'organismo scova nei tessuti durante i primi digiuni.

Quando non introduciamo cibo nell'organismo, anche il bisogno di acqua diminuisce, il nostro corpo infatti è composta per il 75% da liquidi, e non moriremo certo di sete per 36 ore di digiuno. Evitando i liquidi invece otterremo una purificazione profonda dei tessuti in particolare elimineremo più acidi, nemici delle articolazioni e dei legamenti.

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